You are the algorithm

This post from Louie Mantia resonated with me, RSS is how I mainly use the internet since years. I do have social network accounts but I’m not really a social network person, my RSS reader is my personal social network where I aggregate the things I’m interested in.

No algorithms, only my choices.

Building an RSS flow takes time and work, you need to do some research in order to find something that seems relevant for what you want to understand, and you have to read it in order to understand if it is really relevant and if the source is worth to be on your feed aggregator.

Search engines results are algorithm driven so you will not be totally algorithm immune. But doing your own research is a good starting point, you will likely find content generated by humans, you can read it and go deeper. And if there’s other linked within you can go further and read the linked content, this is how dicoverability is improved.

Quoting Mantia:

As for discoverability? Link generously. Link to people you like who say and make things you like. That’s how everyone discovers more people like that

This is how zettelkasten works, the method I use for my personal knowledge management system.

Internet is a huge opportunity, it is an almost infinite container of informations, surfing it with the RSS approach takes time, work, curation, but to me this is the only way to build your own personal knowledge using the web.

It’s the old way, blogs, original content, it is the active way not the passive offered by algorithm driven social platforms.

You are the moderator.

You are the algorithm.

Paolo Nori - Chiudo la porta e urlo

L’uomo è così occupato dalla vita che si dimentica di viverla. Dice sempre domani, domani. È questa la vera morte.

Paolo Nori - Chiudo la porta e urlo

Domani, domani

L’uomo è così occupato dalla vita che si dimentica di viverla. Dice sempre domani, domani. È questa la vera morte.

Paolo Nori - Chiudo la porta e urlo

L’uomo è così occupato dalla vita che si dimentica di viverla. Dice sempre domani, domani. È questa la vera morte.

Just arrived

Feeding my Tsundoku.

Just arrived

Feeding my Tsundoku.

2025 analog setup

It’s that time of year when I ponder the planner setup for the year to come.

I’m a long time Hobonichi user, I started with the Techo and in the last few years I have always used the Hobonichi Weeks.

But for 2025 I’m toying with the idea to go for a simple plain notebook with good fountain pen friendly paper, like Tomoe River or MD paper.

No templates, no frameworks, no constrains; just a blank sheet.

A blank clean sheet is always a good starting point.

2025 analog setup

It’s that time of year when I ponder the planner setup for the year to come.

I’m a long time Hobonichi user, I started with the Techo and in the last few years I have always used the Hobonichi Weeks.

But for 2025 I’m toying with the idea to go for a simple plain notebook with good fountain pen friendly paper, like Tomoe River or MD paper.

No templates, no frameworks, no constrains; just a blank sheet.

A blank clean sheet is always a good starting point.

Non distrarsi è bene distrarsi è meglio

Infinite cose da fare e così poco tempo.

L'altro giorno mi sono lamentato così, ad alta voce, di tutte le cose che devo fare e che sembrano non avere fine. Anna mi ha sentito e incenerito all'istante: "per forza accumuli, ti distrai!"

È vero, mi distraggo. Ma distrarsi è una cosa proprio così brutta?

Secondo la nostra cultura, che tende a polarizzare, si. La distrazione è male e la concentrazione è bene, la concentrazione produce la distrazione no.

Distrarsi e procrastinare, due attitudini percepite come negative che non consentono di essere produttivi e di ridurre il cumulo delle infinite cose da fare.

Provo a lanciarmi un salvagente.

Distrarre deriva dal latino distrahĕre, dis allontanare, separare e trahĕre tirare, attirare. Quindi spingere in direzioni diverse o meglio volgere qualcosa (la propria attenzione) in altro uso.

Mi distraggo quindi perché in quel momento vengo attratto da altro cui intenzionalmente rivolgo la mia attenzione. La concentrazione quindi non scompare ma viene semplicemente rivolta altrove per poi da li, magari, distrarsi ulteriormente per concentrarsi di nuovo su ciò da cui ci si era distratti.

La distrazione in realtà non è quindi altro che lo spostamento della concentrazione da un'attività all'altra all'interno di un processo creativo, non è procrastinazione.

Perciò, dato che la mia distrazione è tutto sommato cosa buona, posso assolvermi; ora devo solo convincere Anna.

Non distrarsi è bene distrarsi è meglio

Infinite cose da fare e così poco tempo.

L'altro giorno mi sono lamentato così, ad alta voce, di tutte le cose che devo fare e che sembrano non avere fine. Anna mi ha sentito e incenerito all'istante: "per forza accumuli, ti distrai!"

È vero, mi distraggo. Ma distrarsi è una cosa proprio così brutta?

Secondo la nostra cultura, che tende a polarizzare, si. La distrazione è male e la concentrazione è bene, la concentrazione produce la distrazione no.

Distrarsi e procrastinare, due attitudini percepite come negative che non consentono di essere produttivi e di ridurre il cumulo delle infinite cose da fare.

Provo a lanciarmi un salvagente.

Distrarre deriva dal latino distrahĕre, dis allontanare, separare e trahĕre tirare, attirare. Quindi spingere in direzioni diverse o meglio volgere qualcosa (la propria attenzione) in altro uso.

Mi distraggo quindi perché in quel momento vengo attratto da altro cui intenzionalmente rivolgo la mia attenzione. La concentrazione quindi non scompare ma viene semplicemente rivolta altrove per poi da li, magari, distrarsi ulteriormente per concentrarsi di nuovo su ciò da cui ci si era distratti.

La distrazione in realtà non è quindi altro che lo spostamento della concentrazione da un'attività all'altra all'interno di un processo creativo, non è procrastinazione.

Perciò, dato che la mia distrazione è tutto sommato cosa buona, posso assolvermi; ora devo solo convincere Anna.

Non dobbiamo confondere

Ci sono infiniti gradi di vita, da quella che è prossima al sonno e alla morte, a quella che è sempre sveglia e immortale. Non dobbiamo confondere l'uomo con l'uomo. Non possiamo concepire una differenza maggiore di quella tra la vita di un uomo e quella di un altro. Sono costretto a credere che la massa degli uomini non sia mai così elevata al di sopra di se stessa da vedere il proprio destino come trascendentalmente bello e grandioso.

Henry David Thoreau - 13 gennaio 1857