È la frase che mi fece scrivere la mia professoressa di latino — ma anche italiano, greco, storia e geografia — nel mio primo giorno di liceo anzi ai tempi, prima dell’ennesima sciagurata riforma della scuola, ancora quarta ginnasio.

Era davvero un nuovo inizio, proprio come oggi, un altro capitolo di questo luogo in cui ho conservato solo poche cose del passato e in cui scriverò sine ordine quello che mi passa per la testa, giusto qualche marginalia.